Il Gargano è una terra affascinante, nota non solo per le sue coste incantevoli e il mare cristallino, ma anche per i luoghi mistici e storici che ne caratterizzano l’identità.
Monte Sant’Angelo è uno di questi centri sacri, celebre per il Santuario di San Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggi cristiani da secoli. La leggenda narra che un pastore, ritrovando un toro smarrito in una grotta, vide la sua freccia tornare indietro e ferirlo. L’Arcangelo Michele apparve allora al vescovo, proclamando la grotta luogo sacro e protettore degli abitanti locali.
Il Santuario, nato da questa apparizione, ha subito nei secoli numerose trasformazioni sotto diverse dominazioni, fino a diventare il cuore spirituale del Gargano nel XVII secolo. La struttura si articola su due livelli: quello superiore ospita la facciata e il campanile, mentre quello inferiore, raggiungibile attraverso la lunga scalinata di 89 gradini, conduce alla grotta, al museo devozionale e alle cripte.
Monte Sant’Angelo custodisce anche altri luoghi di grande interesse storico e religioso. Il Complesso di San Pietro, con il Battistero di San Giovanni e la chiesa di Santa Maria Maggiore, rappresenta un secondo polo di devozione, mentre l’imponente Castello di Monte Sant’Angelo, con il Torrione a carena e la Sala del Tesoro, racconta secoli di storia e antiche celebrazioni.
Non meno affascinante è il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, ospitato nell’ex convento di San Francesco, dove sono conservati costumi, arazzi, arredi e strumenti artigianali, testimonianze autentiche della vita e della cultura delle genti del Gargano.
Questo territorio, tra sacro e storia, rende Monte Sant’Angelo una tappa imprescindibile per chi visita la Puglia, unendo spiritualità, cultura e paesaggi spettacolari.
Tra le costruzioni principali, indubbiamente da visitare, si ritrovano la Basilica di San Michele Arcangelo patrimonio Unesco e il Castello Svevo Normanno ma troverete tant’altro da visitare.
L'intera suggestione della sua storia si fonde con la consacrazione e le vicende di una chiesa dedicata nel 493 - secondo la tradizione - all'arcangelo Michele.
Il primo nucleo della chiesa sarebbe stato realizzato da Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, a ricordo della resistenza opposta vittoriosamente dalla sua città ad un'incursione barbarica, grazie alla apparizione dell'arcangelo Michele in una grotta del Monte. Secondo una più recente tradizione la chiesa sorse nella seconda metà del sec. VI su una più antica badia basiliana, nel quadro di una riorganizzazione politico-religiosa del ducato longobardo di Benevento, che fece della chiesa di S. Michele il santuario nazionale dei Longobardi del Mezzogiorno italiano.
Da quest'epoca perciò esso diventa meta di una intensa tradizione di pellegrinaggi che si è continuata fino ai nostri giorni.
Il Santuario di San Michele Arcangelo è nella Lista dei patrimoni dell’Umanità dell'Unesco e dal V secolo accoglie a Monte Sant'Angelo ininterrotti pellegrinaggi da tutto il mondo.
Si tratta di uno dei luoghi sacri all’Arcangelo più celebri al mondo, incastonato sul tracciato dell’antica Via Sacra Langobardorum. Sorge su un’altura, circondato dal tipico paesaggio impervio e verdeggiante del Gargano, dove la candida facciata accoglie i pellegrini con due grandi arcate, sovrastate da una nicchia con la statua di San Michele.
Dal vestibolo, si accede alla scalinata di 86 gradini che conduce alla Sacra Grotta, luogo delle apparizioni di San Michele e cuore del santuario. Qui si legge un’iscrizione con le parole dell’Arcangelo che consacrarono in eterno questo luogo mistico: “Dove si spalanca la roccia, lì saranno perdonati i peccati degli uomini”.
L’altare barocco del Santissimo Sacramento e quello della Vergine si aggiungono al magnifico altare maggiore dominato dalla statua marmorea che raffigura il Principe delle Milizie Celesti.
Il castello fu dimora di principi della signoria dell’Honor Sancti Angeli: fu di Rainulfo (conte di Aversa) e poi di Roberto il Guiscardo che, dopo aver cinto la città di mura, nell’XI secolo fece riedificare la parte più antica, la torre dei Giganti, di forma pentagonale, alta 18 metri e con mura spesse 3 metri.
La struttura venne assumendo importanza nella difesa del Gargano uno dei tre Castra exempta (privilegiati). Ospitò Federico II di Svevia e la sua prediletta, la contessa Bianca Lancia di Torino, e per questo presenta opere architettoniche in stile federiciano, imponenti, ma raffinate come testimonia la sala duecentesca del “Tesoro” con un pilastro centrale e volte ogivali.
L'abbazia di Santa Maria di Pulsano è un complesso monastico situato sul Gargano. I suoi eremi sono luogo del cuore FAI. L'8 settembre ricorre la festività della Madonna di Pulsano: i fedeli partono da Monte Sant'Angelo e raggiungono l'abbazia sul dorso di muli.
Il monastero ha anche una foresteria per ospitare un numero limitato di pellegrini per brevi periodi di ritiro.
Il Rione Junno è un quartiere millenario, pieno di piccole casette a schiera. Le casette sono nate come rifugio per i pellegrini di San Michele e avevano la grandezza massima di 30 mt.
In passato erano abitate da nuclei familiari molto numerosi, fino a 10 persone. Tutte le casette erano dotate di un sistema di cisterne che raccoglieva acqua piovana, utilizzata per uso domestico.
Il Rione Junno si trova in una posizione strategica per visitare le attrazioni principali di Monte Sant’Angelo. Parcheggia l’auto e parti alla scoperta.
La Basilica di San Michele, il Castello e il M.E.T.A. sono distanti pochi minuti a piedi.
La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.
Anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Taranto, Brindisi e Bari, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.
Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.